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Agorà: quando religione e scienza si scontrano 
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Messaggio Agorà: quando religione e scienza si scontrano
Alla, fine, arriverà nelle sale. Questa é una buona notizia, visto che l'Italia era rimasto l'unico Paese nel quale Agorà non aveva ancora ricevuto una distribuzione, sempre che Mikado non cambi idea all’ultimo momento, ovviamente. L'ultimo film del talentuoso Alejandro Amenabar é ambientato nel quarto secolo dopo Cristo, ad Alessandria d'Egitto e racconta la storia di Ipazia , prima scienziata della storia, celebre per i suoi lavori matematici ed astronomici nonché inventrice di strumenti quali il planisfero e l’astrolabio.

Ad Alessandria infuriano i conflitti religiosi: i Romani sono oramai una presenza inconsistente ed il Cristianesimo fa numerosi proseliti, specie tra gli schiavi. Nella sua scuola Ipazia, interpretata da una radiosa e caparbia Rachel Weisz (che avrebbe meritato almeno una nomination all’Oscar) si sforza di far comprendere ai propri allievi l’inutilità dei fondamentalismi, si fa domande sull’efficacia del sistema tolemaico e cerca di capire se e come possa la Terra girare attorno al Sole e qual é il movimento che fa muovere pianeti e stelle. La giovane donna, devota esclusivamente alla scienza e alla filosofia, vive sulla propria pelle gli attacchi che contrappongono prima i pagani contro i cristiani e poi questi ultimi contro gli ebrei, in un crescendo di follia e violenza.

Agorà è un film dichiaratamente laico e femminista: la fine di Ipazia non viene decretata perché é una scienziata che non abbraccia le religioni ma, più prosaicamente, perché é una donna. I culti sono oggetto di una critica feroce, anche se il regista mostra in più di una occasione come la volontà divina venga sempre strumentalizzata da politicanti che vogliono ottenere solo gloria e prestigio personale.

Il film azzarda l'ipotesi che le intuizioni avute da Keplero , fondamento delle sue celebri tre leggi, siano state in qualche modo anticipate di circa dodici secoli. Quel che è certo è che Ipazia è realmente esistita e può giustamente annoverarsi come prima scienziata della storia. La sua triste fine serve ad Amenabar per stigmatizzare quanto l’estremismo religioso e l’ottusità dei dogmi possano ostacolare, se non reprimere del tutto, il progresso scientifico e la libera circolazione delle idee.

Agorà paga a volte dazio alla sua anima da kolossal e Amenabar mostra qualche ingenuità di troppo in più di una occasione, vedi gli egiziani proposti in versione visi pallidi , ma sa anche (e spesso) emozionare, grazie ad alcune sequenze di grande impatto visivo (una tra tutte, la zoomata che parte dallo spazio per far arrivare l’occhio dello spettatore fin dentro la Biblioteca di Alessandria, in una sorta di versione riveduta e corretta di GoogleMaps). Di grande spessore i dialoghi, specie quelli tenuti nella scuola di Ipazia, all’interno della quale si disserta delle contrapposte visioni di Aristarco e Tolomeo, la cui tesi viene presentata come macigno ideologico sulla strada che porta alla conoscenza.

Proprio a causa della sua feroce critica ai fondamentalismi religiosi (stavolta però i Talebani non c’entrano…), in Italia il film è rimasto parcheggiato senza che alcun distributore avesse il coraggio di portarlo nelle sale, tant’è che subito dopo la presentazione del film al Festival di Cannes, avvenuta quasi nove mesi fa, è partita una petizione online su Facebook , che è arrivata a ben 10mila sottoscrittori, che adesso possono finalmente gioire.




Fonte: Wired

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Bruno Lenzi

GRUPPO DI STUDIO SULL'ESTENSIONE DELLA VITA - http://www.i-lifegroup.org

"Molti conoscenti mi chiedono il perchè di questa scelta: basterebbe vivere una vita piena per non aver paura della morte. Ho risposto loro che questa decisione è derivata non dalla paura della morte, ma da un grande amore per la vita. Con la stessa pienezza di adesso, vorrei vivere non 80 anni, ma molti molti di più. (Bruno Lenzi 2008)"


09/03/2010, 22:59
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Messaggio Re: Agorà: quando religione e scienza si scontrano
Qualcuno ha pensato come mai questo film "antico" attira l'attenzione oggi?
Sarà perché il periodo odierno ha qualcosa in comune con quello di Ipazia?

Ipazia era vicina alla rivoluzione di Keplero quanto noi alla singolarità, poi cosa è successo?
Perchè noi transumani non dovremmo fare la fine di Ipazia?
Cosa è cambiato nella gestione del potere e conservazione dello status quo, rispetto ad allora, perché avvenga diversamente?

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albe ... famiglia degli albatros, gli unici che volano negli uragani.


10/03/2010, 14:46
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